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Chi è l'addetto antincendio e ogni quanto si aggiorna?
Chi lo designa, i corsi 1-FOR, 2-FOR e 3-FOR del DM 2 settembre 2021, l'aggiornamento ogni 5 anni e quando serve l'attestato dei Vigili del Fuoco.
L'addetto antincendio è un lavoratore dell'azienda che il datore di lavoro incarica di attuare le misure di prevenzione incendi, di lotta antincendio, di evacuazione e di gestione delle emergenze. Non è un consulente esterno, non è un fornitore, non è "quello che ha l'estintore in ufficio". È un incarico nominativo, dato a una persona precisa, con una formazione che ha una scadenza.
Nelle nomine il nome è più lungo: lavoratore incaricato dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze. Nel D.M. 2 settembre 2021 si chiama addetto al servizio antincendio.
Chi lo designa, e perché il lavoratore non può dire di no
Designarlo è un obbligo del datore di lavoro, e non è delegabile: sta all'art. 18, c. 1, lett. b) del D.Lgs. 81/2008, richiamato dall'art. 43, c. 1, lett. b), che riguarda la gestione delle emergenze. La designazione va fatta preventivamente: non il giorno dell'ispezione, non dopo l'incendio.
Il punto che sorprende chi lo scopre per la prima volta è l'art. 43, c. 3:
I lavoratori non possono, se non per giustificato motivo, rifiutare la designazione.
Non è un incarico volontario. Il lavoratore designato può opporsi solo con un motivo giustificato — un'inidoneità sanitaria all'attività, tipicamente, che è cosa diversa dal "non me la sento". È una delle poche norme del Testo Unico che mette un obbligo in capo al lavoratore e non al datore di lavoro.
Sul fronte opposto, la mancata designazione è sanzionata penalmente dall'art. 55: arresto da due a quattro mesi o ammenda. Gli importi vengono rivalutati periodicamente, quindi le cifre che si leggono in giro sono spesso vecchie — il punto è che si tratta di sanzione penale, non di una multa amministrativa.
Dal 4 ottobre 2022 non si dice più "rischio basso, medio, alto"
Qui è cambiato tutto, e molte aziende usano ancora il vocabolario vecchio.
Il D.M. 2 settembre 2021 — noto come decreto GSA, gestione della sicurezza antincendio, pubblicato in Gazzetta il 4 ottobre 2021 ed entrato in vigore il 4 ottobre 2022 — ha sostituito il D.M. 10 marzo 1998 per la parte su gestione delle emergenze e formazione. (È uno di tre decreti gemelli: il D.M. 1° settembre 2021 è il decreto controlli, il D.M. 3 settembre 2021 il minicodice. Si confondono spesso: quello che riguarda gli addetti è il 2 settembre.)
La classificazione rischio basso / medio / alto è sparita. Al suo posto ci sono i livelli 1, 2 e 3, e i corsi si chiamano di conseguenza:
| Livello del luogo di lavoro | Corso | Durata | Aggiornamento | Durata |
|---|---|---|---|---|
| Livello 1 (era rischio basso) | 1-FOR | 4 ore (2 teoria + 2 pratica) | 1-AGG | 2 ore |
| Livello 2 (era rischio medio) | 2-FOR | 8 ore (5 teoria + 3 pratica) | 2-AGG | 5 ore |
| Livello 3 (era rischio alto) | 3-FOR | 16 ore (12 teoria + 4 pratica) | 3-AGG | 8 ore |
Il livello lo determina il datore di lavoro con la valutazione del rischio incendio, non un'autocertificazione a occhio: dipende dalle sostanze presenti e da quanto facilmente il fuoco si propaga.
L'aggiornamento: ogni cinque anni, e non dura come il corso
Questo è il dato che quasi tutti sbagliano, e vale la pena isolarlo.
La cadenza è quinquennale e, questa volta, è un obbligo esplicito: il D.M. 2 settembre 2021 prescrive corsi di aggiornamento con cadenza almeno quinquennale. Il vecchio D.M. 10 marzo 1998 non imponeva un intervallo fisso, ed è per questo che parecchi attestati in circolazione risalgono a dieci o quindici anni fa senza che nessuno se ne sia mai preoccupato.
La durata dell'aggiornamento non è la stessa del corso iniziale, e non è uguale per tutti. L'errore ricorrente è dire "l'aggiornamento antincendio dura 8 ore": 8 ore è il 3-AGG, cioè solo il livello 3. Il livello 2 — la maggior parte delle aziende — fa 5 ore, il livello 1 ne fa 2, quasi tutte pratiche. La confusione nasce anche dal fatto che il corso iniziale di livello 2 (2-FOR) dura 8 ore: stesso numero, cosa diversa.
Per chi era già formato al 4 ottobre 2022, la regola transitoria è che il primo aggiornamento va fatto entro cinque anni dall'ultima formazione svolta, con un termine ravvicinato per chi quei cinque anni li aveva già superati. Detto in pratica: se l'ultimo corso antincendio della tua azienda è del 2016 e da allora non è successo niente, l'addetto non è a posto, indipendentemente da quanto sia bello l'attestato.
Quando serve l'attestato di idoneità tecnica dei Vigili del Fuoco
Per alcune attività il corso non basta. Il lavoratore deve superare un esame davanti al Comando dei Vigili del Fuoco e ottenere l'attestato di idoneità tecnica previsto dall'art. 3 della L. 28 novembre 1996, n. 609 (di conversione del D.L. 512/1996).
Serve nelle attività elencate nell'Allegato IV del D.M. 2 settembre 2021: attività a rischio elevato, tra cui gli stabilimenti a rischio di incidente rilevante (soglia inferiore e superiore, D.Lgs. 105/2015), depositi e impianti di lavorazione di sostanze infiammabili ed esplosivi, grandi strutture commerciali, alberghi con oltre 100 posti letto, ospedali, aerostazioni e stazioni ferroviarie, scuole e uffici oltre determinate soglie di presenze. Un ufficio da otto persone non ci rientra; una struttura ricettiva media molto probabilmente sì.
Due cose da tenere distinte, perché si confondono spesso:
- l'attestato di idoneità tecnica rilasciato dai Vigili del Fuoco, per le fonti consultate, non ha una scadenza e l'esame non va ripetuto;
- l'aggiornamento quinquennale della formazione resta comunque dovuto.
Avere l'idoneità tecnica non esonera dall'aggiornamento. Se un consulente ti dice il contrario, chiedigli l'articolo.
Quanti addetti servono? La legge non dà un numero
Non esiste una tabella "un addetto ogni N dipendenti", e chi la cita a memoria sta inventando. L'art. 43, c. 1, lett. b) dice "in numero sufficiente", e il D.M. 2 settembre 2021 chiede che il numero complessivo degli addetti sia congruo rispetto ai turni e alle assenze ordinariamente prevedibili.
Quella parola — congruo — è la vera novità rispetto al 1998, e sposta il ragionamento dal totale aziendale alla copertura reale. Tre addetti su carta non servono a niente se lavorano tutti sullo stesso turno del mattino, o se sono tutti nello stesso reparto di un capannone diviso in tre.
Il conto da fare è quindi per turno, per sede e per reparto, tenendo margine per ferie, malattie e trasferte. Su come una singola uscita possa mandare sotto il minimo un'intera sede abbiamo scritto qui. Il ragionamento è identico per l'addetto al primo soccorso, che è una figura distinta: sono due incarichi diversi, con due decreti diversi, e la stessa persona può ricoprirli entrambi ma deve fare entrambi i corsi.
L'Accordo Stato-Regioni 2025 non tocca l'antincendio
Vale la pena dirlo perché genera parecchia confusione: il nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 riguarda la formazione ex art. 37 — lavoratori, preposti, dirigenti, datori di lavoro, RSPP. Antincendio e primo soccorso restano fuori: continuano a seguire, rispettivamente, il D.M. 2 settembre 2021 e il D.M. 388/2003.
Corollario pratico: aver fatto il corso da addetto antincendio non vale come aggiornamento della formazione da lavoratore, e viceversa. Sono binari separati, con due scadenze separate.
Il problema vero: chi se ne accorge quando scade
Nessuno di questi obblighi è difficile da capire. Sono difficili da ricordare, perché l'attestato antincendio scade in silenzio: nessuno ti chiama, il lavoratore continua a lavorare, l'estintore resta appeso al muro. Ci si accorge del buco in due momenti soli, ed entrambi sono i momenti sbagliati: durante un'ispezione o durante un'emergenza. Con cinque anni tra un corso e il successivo, poi, chi ha organizzato il primo spesso non lavora più lì.
Come lo affronta Konnexa
Konnexa è un gestionale per la sicurezza sul lavoro, e su questo fa tre cose, niente di magico:
- tiene il ruolo di addetto antincendio sull'anagrafica del dipendente, insieme agli altri, così l'elenco di chi è designato è una schermata e non un file Excel su un computer;
- archivia attestato e data del corso e calcola la scadenza a cinque anni, mettendola nello scadenzario insieme a visite mediche e documenti;
- avvisa prima, e avvisa anche quando una sede scende sotto la copertura perché un addetto è stato disattivato, spostato o gli è stato tolto il ruolo.
Quello che non fa: non decide il livello di rischio della tua azienda, non eroga corsi e non stabilisce quanti addetti ti servono. Quelle sono valutazioni, e le fa una persona. Il software serve a non perderle di vista dopo.
Su come vedere tutte le scadenze insieme abbiamo scritto qui.
Fonti: art. 18, art. 43 e art. 55 del D.Lgs. 81/2008; D.M. 2 settembre 2021 (Gazzetta Ufficiale del 4 ottobre 2021) e il testo con allegati su Olympus; L. 609/1996, art. 3; Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025. Verificato a settembre 2026 sul testo allora in vigore. Il D.Lgs. 81/2008 cambia spesso, quindi prima di decidere qualcosa su questi numeri confrontali con la norma di oggi.