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Chi è l'RLS e cosa fa? Nomina, poteri e formazione

Lo eleggono i lavoratori, non lo nomina il datore. I poteri dell'art. 50, le ore di formazione e cosa fare se nessuno si candida.

Team tecnico di Agatos Service supervisione di Vito Bono 9 min di lettura
Sette riquadri in fila uniti da una linea: da quello centrale sale un tratto fino a un cerchio pieno

Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza è, secondo l'art. 2 comma 1 lettera i) del D.Lgs. 81/2008, la «persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro».

Tre cose bastano a inquadrarlo: lo scelgono i lavoratori, deve esserci in tutte le aziende, e ha poteri propri che non dipendono dalla disponibilità del datore di lavoro. Su come si distingue dall'RSPP abbiamo già scritto qui: questo pezzo guarda solo l'RLS.

Non lo nomina il datore di lavoro

L'art. 47 comma 2 è netto: in tutte le aziende, o unità produttive, è eletto o designato il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Come, dipende dalla dimensione:

  • fino a 15 lavoratori (comma 3): eletto direttamente dai lavoratori al loro interno, oppure individuato per più aziende nell'ambito territoriale o del comparto produttivo — è il rappresentante territoriale dell'art. 48;
  • oltre 15 lavoratori (comma 4): eletto o designato dai lavoratori nell'ambito delle rappresentanze sindacali in azienda; dove non ci sono, lo eleggono comunque i lavoratori al loro interno.

Il datore di lavoro non compare in nessuno dei due casi: non lo può nominare, né proporre, né revocare. Il documento che in azienda tutti chiamano "nomina RLS" è, in realtà, il verbale di un'elezione: la firma che conta è quella dei lavoratori.

Un vincolo che si scopre spesso tardi: l'incarico è incompatibile con quello di responsabile o addetto del servizio di prevenzione e protezione (art. 50 comma 7). L'RLS non può essere anche l'RSPP.

Quanti ne servono

Il numero minimo lo fissa l'art. 47 comma 7:

Lavoratori RLS minimi
fino a 200 1
da 201 a 1.000 3
oltre 1.000 6

Sono minimi, non massimi: il comma 5 rimanda alla contrattazione collettiva per il numero effettivo, le modalità di designazione, il tempo di lavoro retribuito e i mezzi. Il CCNL può prevederne di più, mai di meno.

Aziendale, territoriale, di sito produttivo

Aziendale è quello ordinario, eletto dentro l'azienda.

Territoriale (RLST) — art. 48: esercita le competenze dell'RLS per tutte le aziende del territorio o del comparto in cui nessun rappresentante è stato eletto. Ha una formazione più lunga: almeno 64 ore iniziali entro tre mesi dall'incarico e 8 ore annue di aggiornamento. Le aziende che non hanno un RLS interno versano un contributo al fondo di sostegno previsto dall'art. 52.

Di sito produttivo — art. 49: dove più imprese lavorano insieme e le interferenze sono il rischio principale — porti, centri intermodali, impianti siderurgici, cantieri con almeno 30.000 uomini-giorno, aree produttive con oltre 500 addetti. Si individua fra gli RLS delle aziende presenti sul sito.

Cosa può chiedere: l'art. 50

Qui sta la sostanza del ruolo: l'art. 50 elenca attribuzioni che sono diritti esigibili, non cortesie.

  • accede ai luoghi di lavoro dove si svolgono le lavorazioni (lett. a);
  • è consultato preventivamente sulla valutazione dei rischi e sulle misure di prevenzione (lett. b);
  • è consultato sulla designazione di RSPP e ASPP, degli addetti antincendio e primo soccorso e del medico competente (lett. c);
  • è consultato sull'organizzazione della formazione (lett. d);
  • riceve informazioni e documentazione su rischi, sostanze pericolose, macchine, impianti, organizzazione del lavoro, infortuni e malattie professionali (lett. e ed f);
  • riceve una formazione adeguata (lett. g);
  • formula osservazioni durante le visite delle autorità di vigilanza (lett. i) — vale la pena saperlo prima di ritrovarselo in un'ispezione;
  • partecipa alla riunione periodica dell'art. 35 (lett. l);
  • fa proposte, avverte il responsabile dell'azienda dei rischi individuati e, se ritiene le misure inidonee, ricorre alle autorità competenti (lett. m, n, o).

Il DVR merita una riga a parte: il comma 4 dell'art. 50, con l'art. 18 comma 1 lettera o), stabilisce che l'RLS ne riceve copia su sua richiesta, e che la consegna dev'essere tempestiva. Non è un invio automatico, ma quando la richiesta arriva non è discutibile — e se il DVR è vecchio, diventa un problema in sé.

La riunione periodica (art. 35) è obbligatoria almeno una volta l'anno sopra i 15 lavoratori, con datore di lavoro, RSPP, medico competente se nominato e RLS. Sotto i 15 non è obbligatoria — ma l'RLS può chiederla, ed è una delle poche leve concrete che ha nelle aziende piccole.

Consultare non è informare: la consultazione è preventiva, deve avvenire quando l'opinione può ancora incidere, e comunicare a decisioni prese non assolve l'obbligo. In cambio l'RLS è tenuto al segreto su quanto apprende (comma 6), dati personali e segreto industriale compresi.

La formazione: 32 ore, più l'aggiornamento annuale

L'art. 37 comma 10 dà all'RLS diritto a una formazione particolare sui rischi specifici. Il comma 11 fissa i numeri:

  • 32 ore iniziali, di cui almeno 12 sui rischi specifici presenti in azienda, con verifica di apprendimento;
  • aggiornamento annuale: minimo 4 ore nelle imprese da 15 a 50 lavoratori, minimo 8 ore oltre i 50.

La novità recente riguarda le imprese sotto i 15 lavoratori, per le quali l'aggiornamento periodico non era previsto dalla legge. Il decreto-legge 31 ottobre 2025 n. 159, convertito con legge 29 dicembre 2025 n. 198, ha esteso l'obbligo anche a loro, rimettendone però la durata alla contrattazione collettiva nazionale, "nel rispetto del principio di proporzionalità" e tenuto conto della dimensione e del livello di rischio. Tradotto: l'obbligo c'è, le ore le dà il CCNL. Dove il contratto non l'ha ancora recepito, la lettura prudente è programmare comunque un aggiornamento annuale.

E l'Accordo Stato-Regioni 2025? Non ha riscritto le ore dell'RLS, che restano quelle dell'art. 37 e della contrattazione collettiva. Ha però abrogato l'allegato dell'accordo del 2016 in cui stava il vincolo sull'e-learning per questo corso.

Infine: la formazione avviene durante l'orario di lavoro e senza oneri economici per il lavoratore (art. 37 comma 12), e la sua mancanza è sanzionata penalmente in capo al datore di lavoro (art. 55).

Il corso per RLS è fra quelli che tiene chi scrive: Agatos Service lo eroga in aula e in videoconferenza.

Le tutele del rappresentante

L'art. 50 comma 2 protegge chi accetta l'incarico, ed è la parte che convince a candidarsi:

  • dispone del tempo necessario allo svolgimento dell'incarico senza perdita di retribuzione;
  • ha diritto ai mezzi e agli spazi necessari, e all'accesso ai dati sugli infortuni di cui all'art. 18 comma 1 lettera r);
  • non può subire alcun pregiudizio a causa dell'attività svolta, e gli si applicano le stesse tutele previste dalla legge per le rappresentanze sindacali.

Non è un incarico da svolgere nel tempo libero. Se in azienda viene trattato così, l'obbligo non è rispettato nemmeno quando il nome sul verbale c'è.

E se nessuno si candida?

È il caso più frequente nelle micro-imprese, ed è quello che genera più confusione. Il punto di partenza: l'elezione è un diritto dei lavoratori, non un adempimento del datore. Se nessuno accetta, l'azienda non può essere sanzionata per l'assenza dell'RLS — non è una nomina che le compete. Restano però tre cose che le competono eccome.

1. Documentare. Va messo agli atti che l'occasione c'è stata: assemblea convocata, verbale che dà atto della mancata elezione. Senza quel foglio, in verifica non si distingue un'azienda in cui nessuno si è candidato da una in cui nessuno ha chiesto.

2. L'RLST. L'art. 47 comma 8 è esplicito: se i lavoratori non procedono all'elezione, le funzioni sono esercitate dal rappresentante territoriale, o da quello di sito produttivo, salvo diverse intese fra le associazioni sindacali. Il ruolo non sparisce, cambia titolare. E l'azienda senza RLS interno rientra fra quelle che contribuiscono al fondo dell'art. 52.

3. La comunicazione all'INAIL. L'art. 18 comma 1 lettera aa) impone di comunicare in via telematica il nominativo dell'RLS in caso di nuova elezione o designazione. Due chiarimenti che fanno risparmiare tempo:

  • non è un adempimento annuale. Se il nominativo non cambia, non si ricomunica nulla: la comunicazione annuale "di conferma" non è dovuta;
  • se l'RLS non è stato eletto, non c'è nulla da comunicare. La comunicazione riguarda un nome; senza nome non scatta — quello che serve è il verbale del punto 1.

Sul termine le fonti divergono: il servizio "Dichiarazione RLS" dell'INAIL parla solo di nuova elezione o designazione, senza indicare una data, mentre gran parte delle fonti professionali indica il 31 marzo dell'anno successivo. La lettura prudente è la seconda. La violazione è punita con una sanzione amministrativa di importo contenuto (le fonti riportano 50-300 euro, ma gli importi del D.Lgs. 81/2008 sono rivalutati periodicamente).

Come lo affronta Konnexa

In Konnexa l'RLS è un ruolo assegnato a un dipendente reale, con il suo fascicolo. Dal ruolo discendono due documenti distinti, ed è la distinzione che di solito si perde:

  • il verbale di nomina, cioè l'esito dell'elezione: Konnexa ne genera il modello in Word con i dati dell'azienda e l'elenco dei lavoratori, lo si fa firmare e lo si ricarica, e resta allegato al dipendente come "Nomina RLS";
  • l'attestato del corso e il suo aggiornamento, documento diverso e con una scadenza propria.

La nomina non scade, la formazione sì: sono due righe separate dello scadenzario, ed è l'aggiornamento annuale quello che passa inosservato, perché è una data isolata che non coincide con nessun'altra. Se la persona cambia mansione o esce, il ruolo non resta valido per inerzia.


Fonti: D.Lgs. 81/2008, artt. 2, 18, 35, 37, 47, 48, 49, 50 e 55 (Normattiva, tussl.it); D.L. 31 ottobre 2025 n. 159 convertito con L. 29 dicembre 2025 n. 198; Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025 (lavoro.gov.it); INAIL, servizio "Dichiarazione RLS". Verificato a settembre 2026 sul testo allora in vigore. Il D.Lgs. 81/2008 cambia spesso, quindi prima di decidere qualcosa su questi numeri confrontali con la norma di oggi.

Domande frequenti

Chi nomina l'RLS?
L'RLS non lo nomina il datore di lavoro: lo eleggono o lo designano i lavoratori, come prevede l'art. 47 del D.Lgs. 81/2008. Fino a 15 lavoratori è eletto direttamente dai lavoratori al loro interno, oltre 15 è eletto o designato nell'ambito delle rappresentanze sindacali in azienda. Il datore di lavoro non può nominarlo, proporlo né revocarlo.
Quante ore di formazione deve fare l'RLS?
L'RLS deve frequentare un corso iniziale di 32 ore, di cui almeno 12 sui rischi specifici presenti in azienda, con verifica di apprendimento (art. 37 comma 11). L'aggiornamento annuale è di minimo 4 ore nelle imprese da 15 a 50 lavoratori e minimo 8 ore oltre i 50; sotto i 15 lavoratori l'obbligo c'è, ma le ore le stabilisce il CCNL.
Cosa succede se nessun lavoratore si candida come RLS?
Se nessuno si candida come RLS, l'azienda non può essere sanzionata per la sua assenza, ma deve documentare con un verbale la mancata elezione. Le funzioni passano al rappresentante territoriale (RLST) o di sito produttivo, come prevede l'art. 47 comma 8, e l'azienda senza RLS interno contribuisce al fondo dell'art. 52.
La comunicazione dell'RLS all'INAIL va fatta ogni anno?
No, la comunicazione all'INAIL del nominativo dell'RLS è dovuta solo in caso di nuova elezione o designazione (art. 18 comma 1 lettera aa): se il nominativo non cambia non si ricomunica nulla, e se l'RLS non è stato eletto non c'è nulla da comunicare. Sul termine le fonti divergono, e la lettura prudente è il 31 marzo dell'anno successivo.

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