Il preposto: come si individua e cosa rischia
Non è una qualifica che si assegna: è una funzione che si riconosce. Chi la esercita di fatto è preposto anche senza nomina, e ne risponde.
Di tutte le figure della sicurezza, il preposto è quella che le aziende individuano più tardi e peggio. Il motivo è che sembra una nomina, e non lo è: è una funzione che si riconosce, non un titolo che si assegna.
La definizione, tradotta
Preposto è chi, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati, sovrintende all'attività lavorativa e garantisce l'attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori.
In pratica: chi sta lì mentre si lavora, dice come si fa, e si accorge se si fa male. Il capoturno, il caposquadra, il responsabile di reparto.
La conseguenza che sorprende: il preposto di fatto
Se una persona esercita quella funzione, è preposto anche se nessuno l'ha mai nominata. Non serve una lettera per diventarlo, e non basta non averla scritta per non esserlo.
È il punto che si scopre nel momento peggiore, cioè dopo un infortunio: si va a guardare chi dirigeva il lavoro in quel momento, e quella persona risponde come preposto — mentre l'azienda sostiene di non averne.
Il datore di lavoro ha l'obbligo di individuare il preposto. Individuare significa riconoscere chi già svolge quella funzione, metterlo per iscritto e formarlo, non inventarsi un nome.
Cosa deve fare, in concreto
Gli obblighi del preposto sono di vigilanza attiva, non di firma:
- sovrintendere e vigilare sull'osservanza degli obblighi da parte dei lavoratori, e in caso di comportamenti non conformi intervenire per modificarli;
- in caso di persistenza dell'inosservanza, interrompere l'attività e informare i superiori;
- segnalare tempestivamente le deficienze dei mezzi, delle attrezzature e dei DPI, e ogni condizione di pericolo che si verifichi durante il lavoro;
- non consentire la ripresa di un'attività dove persiste un pericolo grave e specifico.
La parola chiave è interrompere. Il preposto è l'unica figura che ha il dovere di fermare il lavoro mentre sta accadendo, e quel dovere non si delega verso l'alto: "l'avevo detto al capo" non è un adempimento.
La formazione, e il punto in cui si perde
Il preposto ha bisogno di una formazione specifica aggiuntiva rispetto a quella di lavoratore, con aggiornamento periodico.
Ed è qui che nasce il buco più comune. La formazione da preposto scade in un mese diverso da quella del resto della squadra, perché la persona è diventata preposta in un momento diverso da quando è stata assunta. Sono scadenze isolate, una per persona, che non rientrano in nessun giro collettivo — quindi sono esattamente quelle che nessuno presidia.
Il secondo buco è il cambio di reparto: chi non sovrintende più non è più preposto, e chi ha preso il suo posto lo è diventato, spesso senza che nessuno abbia aggiornato niente.
Quando la persona nuova va formata, il corso per preposto lo tiene anche chi scrive: Agatos Service.
Come lo affronta Konnexa
Preposto è un ruolo assegnato a una persona, e dal ruolo discendono i corsi che le servono e le date in cui scadono. Assegnarlo genera gli obblighi; toglierlo li chiude.
Così la domanda "chi sono oggi i miei preposti, e la loro formazione è in regola?" si risponde guardando una schermata, invece di ricostruirla mettendo insieme l'organigramma, le email dell'ente di formazione e la memoria di qualcuno.
Se il problema è più a monte — nessuno presidia nessuna scadenza — si comincia da qui.
Domande frequenti
- Chi è il preposto in azienda?
- Il preposto è chi, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati, sovrintende all'attività lavorativa e garantisce l'attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori. In pratica sono preposti il capoturno, il caposquadra e il responsabile di reparto.
- Si può essere preposto senza una nomina scritta?
- Sì, chi esercita di fatto la funzione di preposto è preposto anche se nessuno l'ha mai nominato. Dopo un infortunio si guarda chi dirigeva il lavoro in quel momento, e quella persona risponde come preposto. Per questo il datore di lavoro deve individuare il preposto: riconoscere chi già svolge quella funzione, metterlo per iscritto e formarlo.
- Cosa deve fare il preposto se un lavoratore non rispetta le regole di sicurezza?
- Il preposto deve vigilare e, davanti a comportamenti non conformi, intervenire per modificarli; se l'inosservanza persiste deve interrompere l'attività e informare i superiori. Deve anche segnalare tempestivamente le deficienze di mezzi, attrezzature e DPI e non consentire la ripresa di un'attività dove persiste un pericolo grave e specifico.
- Il preposto deve fare una formazione specifica?
- Sì, il preposto ha bisogno di una formazione specifica aggiuntiva rispetto a quella di lavoratore, con aggiornamento periodico. La formazione da preposto scade spesso in un mese diverso da quella del resto della squadra, perché la persona è diventata preposta in un momento diverso dall'assunzione, ed è quindi una scadenza isolata facile da perdere.