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Figure della sicurezza sul lavoro: quali sono obbligatorie

Datore, dirigente, preposto, RSPP, ASPP, medico competente, RLS e addetti alle emergenze: chi li sceglie e quando sono obbligatori per il D.Lgs. 81/2008.

Agatos 11 min di lettura
Un riquadro al centro collegato a otto riquadri, quattro per lato: cinque sono pieni e contornati di blu, tre sono solo tratteggiati

La risposta breve: in un'azienda con anche un solo lavoratore devono esserci il datore di lavoro, un RSPP, un preposto, gli addetti al primo soccorso, gli addetti antincendio ed evacuazione e un RLS — eletto dai lavoratori o, se non lo eleggono, quello territoriale. Il medico competente si aggiunge solo se i rischi richiedono la sorveglianza sanitaria. Dirigenti e ASPP dipendono da com'è fatta l'azienda: non sono caselle da riempire per forza.

Il resto di questo pezzo è una mappa. Per ogni figura c'è la risposta essenziale — chi la sceglie, quando è obbligatoria, dove sta nella legge — e il link all'articolo che la tratta per intero. Gli articoli citati sono del D.Lgs. 81/2008, se non è detto altro.

Le figure in una tabella

Figura Chi la individua Quando è obbligatoria Dove sta
Datore di lavoro nessuno: lo è chi ha i poteri decisionali e di spesa sempre art. 2, c. 1, lett. b
Dirigente nessuno: lo è chi organizza il lavoro e vigila se qualcuno ne esercita i poteri art. 2, lett. d; art. 299
Preposto il datore di lavoro sempre art. 18, c. 1, lett. b-bis
RSPP il datore di lavoro, senza poterlo delegare sempre; in certi casi può farlo il datore artt. 17, 31 e 34
ASPP il datore di lavoro se il servizio ne ha bisogno art. 31, c. 2
Medico competente il datore di lavoro se serve la sorveglianza sanitaria art. 18, c. 1, lett. a
RLS i lavoratori sempre; se non lo eleggono, c'è l'RLST artt. 47 e 48
Addetti al primo soccorso il datore di lavoro sempre artt. 18, 43 e 45
Addetti antincendio ed evacuazione il datore di lavoro sempre artt. 18, 43 e 46
Lavoratori nessuno: lo è chi lavora nell'organizzazione — art. 2, lett. a; art. 20

Datore di lavoro: non si nomina, si è

Il datore di lavoro non riceve una nomina. L'art. 2, comma 1, lettera b) lo definisce come il titolare del rapporto di lavoro o, comunque, chi ha la responsabilità dell'organizzazione perché ne esercita i poteri decisionali e di spesa. Non è per forza il legale rappresentante: è chi decide e chi paga.

Due cose restano sue in ogni caso, perché l'art. 17 le dichiara non delegabili: la valutazione dei rischi con il DVR e la designazione dell'RSPP. Tutto il resto si può spostare su altre persone, a condizioni precise. Elenco completo e regole della delega negli obblighi del datore di lavoro.

Quando la visura e la realtà non coincidono — consiglio di amministrazione, soci che lavorano, amministratori senza poteri di spesa — la domanda "chi è il datore?" ha una risposta meno ovvia: è il caso del socio o amministratore.

Dirigente: c'è se qualcuno fa il dirigente

Il dirigente è chi attua le direttive del datore di lavoro organizzando l'attività lavorativa e vigilando su di essa (art. 2, lett. d). Non è l'inquadramento del contratto collettivo: è una funzione.

Per questo non esiste un obbligo di "avere" dirigenti. Un'azienda in cui il titolare organizza tutto da sé può non averne. Ma vale anche il contrario: per l'art. 299 chi esercita in concreto quei poteri ne risponde anche senza una nomina. Il responsabile di stabilimento, il capo cantiere con autonomia di spesa, il direttore di filiale sono spesso dirigenti senza saperlo.

Gli obblighi dell'art. 18 — fra cui individuare il preposto e designare gli addetti alle emergenze — sono di datore e dirigenti insieme. Il dettaglio è nel pezzo sul dirigente per la sicurezza.

Preposto: l'obbligo di individuarlo c'è sempre

Il preposto è chi sovrintende all'attività lavorativa e controlla che le direttive siano eseguite correttamente (art. 2, lett. e): il capoturno, il caposquadra, il responsabile di reparto.

Dal dicembre 2021 il datore di lavoro e i dirigenti devono individuare il preposto o i preposti per le attività di vigilanza dell'art. 19 (art. 18, c. 1, lett. b-bis, introdotta dalla L. 215/2021 di conversione del D.L. 146/2021). Nella stessa occasione è nato l'obbligo, negli appalti, di indicare al committente chi svolge la funzione di preposto per l'appaltatore e il subappaltatore (art. 26, c. 8-bis).

Vale anche nelle aziende piccole? Secondo la Commissione per gli interpelli (interpello n. 5/2023) l'obbligo di individuarlo sussiste sempre. Che il preposto coincida con il datore di lavoro va considerato solo un'extrema ratio, quando l'organizzazione è semplice e il datore sovrintende direttamente al lavoro. Con un solo lavoratore è inevitabile: nessuno può essere preposto di sé stesso.

E come per il dirigente, l'art. 299 vale anche qui: chi sovrintende di fatto è preposto anche senza lettera. Come si riconosce e cosa rischia, nel pezzo sul preposto.

RSPP: sempre, a volte è il datore stesso

L'RSPP coordina il servizio di prevenzione e protezione ed è designato dal datore di lavoro, a cui risponde (art. 2, lett. f). La designazione è uno dei due obblighi non delegabili dell'art. 17.

Il servizio si organizza prioritariamente all'interno, oppure con persone o servizi esterni (art. 31, c. 1). L'esterno diventa obbligatorio se in azienda non c'è nessuno con i requisiti dell'art. 32 (c. 4). In alcuni casi è invece obbligatorio l'interno, responsabile compreso (cc. 6 e 7): impianti a rischio di incidente rilevante, centrali termoelettriche, impianti nucleari, esplosivi, aziende industriali con oltre 200 lavoratori, industrie estrattive e strutture di ricovero e cura con oltre 50.

Il datore di lavoro può fare l'RSPP da sé (art. 34), avvisando prima l'RLS e facendo la formazione prevista, entro i limiti dell'Allegato II:

Tipo di azienda Fino a
artigiane e industriali 30 lavoratori
agricole e zootecniche 30 lavoratori
della pesca 20 lavoratori
altre aziende 200 lavoratori

Restano escluse le realtà dell'art. 31, comma 6 e quelle elencate nella nota all'Allegato II, che nomina anche — senza soglie di lavoratori — le aziende estrattive e minerarie e le strutture di ricovero e cura.

Compiti, requisiti e moduli sono nel pezzo sull'RSPP.

ASPP: solo se il servizio ne ha bisogno

L'ASPP è un addetto del servizio di prevenzione e protezione, con gli stessi requisiti dell'RSPP (art. 2, lett. g). Non c'è un obbligo autonomo di nominarlo: l'art. 31, comma 2 chiede che addetti e responsabili siano in numero sufficiente rispetto alle caratteristiche dell'azienda, con mezzi e tempo adeguati.

Un servizio fatto del solo RSPP va bene finché basta. Quando le sedi, i turni o i rischi crescono, una persona sola non arriva dappertutto, e lì servono gli addetti. Ruolo e formazione nel pezzo sull'ASPP.

Medico competente: lo decide la valutazione dei rischi

È la figura che dipende dai rischi, non dal numero di lavoratori. L'art. 18, c. 1, lett. a), nel testo modificato dal D.L. 48/2023 (convertito con L. 85/2023), impone di nominarlo per la sorveglianza sanitaria nei casi previsti dal decreto e qualora richiesto dalla valutazione dei rischi.

Nessuna soglia di dipendenti, nessun codice ATECO: se il DVR non individua rischi che richiedono la sorveglianza sanitaria, il medico non è obbligatorio; se li individua, sì. Per questo la domanda si risolve rileggendo la valutazione dei rischi, non contando le persone. Visite, giudizi e scadenze nel pezzo sul medico competente.

RLS: lo scelgono i lavoratori

Fra le figure da individuare, l'RLS è l'unica che il datore di lavoro non sceglie. L'art. 47 lo vuole in tutte le aziende o unità produttive, eletto o designato dai lavoratori:

  • fino a 15 lavoratori, eletto direttamente da loro, oppure individuato per più aziende a livello territoriale o di comparto (c. 3);
  • oltre 15, eletto o designato nell'ambito delle rappresentanze sindacali in azienda, o in loro assenza dai lavoratori (c. 4).

Se l'elezione non c'è, le funzioni passano al rappresentante territoriale (RLST) o a quello di sito produttivo (art. 47, c. 8; artt. 48 e 49). L'RLS va consultato, fra l'altro, sulla designazione di RSPP, ASPP, addetti alle emergenze e medico competente (art. 50, c. 1, lett. c).

Poteri, formazione e cosa fare se nessuno si candida nel pezzo sull'RLS. Se le due sigle si confondono, c'è il confronto fra RSPP e RLS.

Addetti alle emergenze: sempre, e non uno solo

Il datore di lavoro deve designare preventivamente i lavoratori incaricati di prevenzione incendi, lotta antincendio, evacuazione, salvataggio, primo soccorso e gestione dell'emergenza (art. 18, c. 1, lett. b; art. 43, c. 1, lett. b). Il lavoratore designato non può rifiutare se non per giustificato motivo, e gli addetti devono essere formati e in numero sufficiente rispetto alle dimensioni e ai rischi (art. 43, c. 3).

Sono due incarichi distinti, con due decreti distinti:

La stessa persona può ricoprirli entrambi, ma con entrambi i corsi.

Anche qui il datore di lavoro può svolgere i compiti in prima persona, negli stessi limiti dell'Allegato II e fuori dai casi dell'art. 31, comma 6, frequentando i corsi specifici (art. 34, cc. 1 e 2-bis). Il vecchio limite dei cinque lavoratori non c'è più: il comma 1-bis che lo prevedeva è stato abrogato nel 2015. Ma l'Ispettorato del lavoro ha chiarito (circolare n. 1/2018) che questo non significa farlo da solo: il datore si avvale comunque di lavoratori designati, in numero adeguato e sufficiente.

Lavoratori, e il socio che lavora

Lavoratore è chi svolge un'attività nell'organizzazione di un datore di lavoro indipendentemente dal contratto e anche senza retribuzione (art. 2, lett. a). Sono equiparati, fra gli altri, il socio lavoratore e il tirocinante. Non si nomina nessuno: si è lavoratori per ciò che si fa.

I lavoratori hanno obblighi propri — art. 20 — e ne rispondono anche penalmente (art. 59). Elenco e sanzioni negli obblighi del lavoratore.

Chi può avere più di un ruolo

Le figure sono funzioni, non persone: una persona può cumularne più d'una, con qualche limite.

  • Il datore di lavoro può fare l'RSPP e l'addetto alle emergenze nei limiti dell'Allegato II, e il preposto solo come extrema ratio.
  • Dirigente e preposto possono coincidere, con entrambi i percorsi formativi.
  • L'RLS non può essere RSPP né ASPP: l'art. 50, comma 7 lo dichiara incompatibile.
  • Primo soccorso e antincendio sulla stessa persona sì, con due corsi e due scadenze.

L'organigramma della sicurezza, e cosa deve dire

"Organigramma della sicurezza" è il nome che si dà al quadro di chi ricopre cosa. Il contenuto che conta, però, la legge lo chiede dentro il DVR:

  • i ruoli dell'organizzazione aziendale che devono attuare le misure, da assegnare solo a persone con competenze e poteri adeguati (art. 28, c. 2, lett. d);
  • i nominativi di RSPP, RLS o RLST e medico competente che hanno partecipato alla valutazione (art. 28, c. 2, lett. e).

Un organigramma che non corrisponde al DVR, o un DVR che porta i nomi di chi se n'è andato, descrive un'altra azienda. Su quando rimettere mano al documento, qui.

Le mancanze, poi, non sono formali. Non nominare l'RSPP (art. 55, c. 1), non nominare il medico competente quando serve, non individuare il preposto (art. 55, c. 5, lett. d) e non designare gli addetti alle emergenze (art. 55, c. 5, lett. a) sono contravvenzioni penali, punite con arresto o ammenda. Gli importi vengono rivalutati nel tempo: vanno letti sul testo vigente, non su un articolo divulgativo. E le nomine sono fra i primi documenti che si chiedono in un'ispezione.

Il problema pratico: l'organigramma invecchia

Un organigramma è giusto il giorno in cui lo si disegna. Poi il preposto cambia reparto, l'addetto antincendio si licenzia, il contratto con l'RSPP esterno scade, l'azienda artigiana passa da 28 a 32 lavoratori e il titolare non può più fare l'RSPP da sé. Nessuno di questi eventi passa da chi tiene l'organigramma, e nessuno fa rumore: fino all'ispezione o all'infortunio non succede niente.

Poi c'è la formazione. Ogni figura ha il suo corso e il suo aggiornamento, con date che non coincidono fra loro né con quelle del resto della squadra; le ore di ciascuno, e cosa ha cambiato il nuovo Accordo Stato-Regioni, stanno negli articoli dedicati. Sono date isolate, una per persona, e per questo sono quelle che nessuno presidia.

Come lo affronta Konnexa

In Konnexa ogni figura è un ruolo assegnato a una persona reale dell'azienda, e i ruoli si cumulano sulla stessa persona. Datore di Lavoro e Socio/Amministratore sono ruoli protetti: non si cancellano per sbaglio. Dal ruolo discendono i corsi che servono e le loro scadenze, con la notifica prima e non dopo; se la persona esce o cambia ruolo, quello che dipendeva da lei non resta valido per inerzia. Per gli addetti alle emergenze, Konnexa avvisa anche quando una sede scende sotto la copertura. L'RSPP esterno entra nella piattaforma per la sua parte delle aziende che segue.

L'organigramma, così, è la fotografia dei ruoli assegnati oggi, non un file disegnato una volta.

Quello che il software non fa è decidere: chi è dirigente o preposto, se serve il medico competente, se il datore rientra nell'Allegato II. Sono valutazioni, e restano del datore di lavoro e di chi lo assiste.


Fonti: D.Lgs. 81/2008, artt. 2, 17, 18, 19, 26, 28, 31, 34, 43, 45, 46, 47, 48, 50, 55, 59, 299 e Allegato II, nel testo coordinato dell'Ispettorato nazionale del lavoro, edizione gennaio 2026 e su tussl.it; L. 17 dicembre 2021, n. 215, di conversione del D.L. 146/2021; D.L. 48/2023 convertito con L. 85/2023; Commissione per gli interpelli in materia di salute e sicurezza, interpello n. 5/2023 del 1° dicembre 2023; circolare INL n. 1/2018. Verificato a ottobre 2026 sul testo allora in vigore. Il D.Lgs. 81/2008 cambia spesso, quindi prima di decidere qualcosa confronta questi punti con la norma di oggi.

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